Chille de la balanza

CHILLE DE LA BALANZA

MANICOMIO. ADDIO! FRANCO BASAGLIA 100

[Tra parentesi]. La vera storia di un’impensabile liberazione

 

Mercoledì 10 e giovedì 11 aprile ore 21.00

Spettacolo all’interno della rassegna Primavera Fiesolana 2024, che si svolgerà dal 6 al 24 aprile al Teatro di Fiesole.

di e con Massimo Cirri e Peppe Dell’Acqua
regia di Erika Rossi
luci di Alessandro Macorigh
produzione Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia

Straordinario e per certi versi inatteso successo di pubblico, lo spettacolo teatrale (tra parentesi), per la regia di Erika Rossi, porta in scena un capitolo di storia contemporanea italiana tra i più controversi, irrisolti ed entusiasmanti insieme a uno dei suoi indiscussi protagonisti. Nel centenario della nascita di Franco Basaglia, evento speciale del Festival “MANICOMIO, ADDIO!” dei Chille de la balanza, Peppe Dell’Acqua, allievo e collaboratore dello psichiatra veneziano, racconta gli anni memorabili in cui la malattia mentale fu messa progressivamente “tra parentesi” e i pazienti psichiatrici, da internati senza più un nome e una dignità, tornarono a essere cittadini, persone, individui da curare e non da segregare. Lo fa con delicatezza e non senza emozione, dipanando il filo dei ricordi e inanellando curiosi aneddoti, incalzato da uno sparring partner d’eccezione, Massimo Cirri. Prende così forma un dialogo narrativo, un singolare percorso biografico che ricostruisce la vicenda umana e professionale di Franco Basaglia, dall’esperienza goriziana dei primi anni Sessanta fino aII’“apertura” – tanto simbolica quanto reale – del manicomio di Trieste con il corteo di Marco Cavallo per le vie cittadine. Una storia che ha rappresentato un’autentica rivoluzione politica e culturale, e che rivive con tutto il suo carico di passioni e conflitti, di conquiste e interrogativi: la storia di un’impensabile liberazione, destinata a non finire mai.

 

Little Boy

“Little boy”, alla lettera “ragazzino”: questo è il nome in codice della bomba atomica sganciata su Hiroshima il 6 agosto del 1945.

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Oper in a Bottle

Il racconto visionario del viaggio che tutti noi abbiamo compiuto nel ventre materno prima di giungere a questo mondo. Un messaggio in forma di Opera, con testo, musica, danza e ‘visual’, collocato all’interno di una bottiglia da affidare al mare della nostra esistenza terrena.

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Solitario

SOLITARIO

Alessandro Riccio

 

Feriali ore 21.00, festivi ore 16.45

Scritto e diretto da Alessandro Riccio
Con Alessandro Riccio, Miriam Bardini, Piera Dabizzi, Olmo De Martino, Fabio Magnani, Vieri Raddi, Joe Manganas, Annalisa Vinattieri, Claudia Allodi, Cosimo Innocenti
Coreografie Sabina Cesaroni
Luci Lorenzo Girolami
Costumi Lorena Vedelago, Daniela Ortolani
Assistente di scena Marta Foschi
Aiuto regia Amina Contin

In una Firenze settecentesca, decadente e provinciale,
brilla un talentuoso profumiere che stilla aromi eccezionali,
apprezzati però da nasi inesperti e personalità superficiali.

Solitario. Amedeo Ottaviano Gusbertini ha dedicato la sua intera vita allo studio delle essenze, agli ingredienti migliori, alle miscele più rare per dare vita ogni volta a profumi che sappiano saziare e rasserenare le ansie della vita terrena. E il suo talento lo avrebbe senza dubbio portato al successo se non fosse nato nella decadente Firenze medicea di inizio ‘700.

Nel suo negozio in Borgo Albizi passano molti clienti, attirati dalla bella vetrina e dal nome che è diventato una garanzia di qualità. Ma il mondo è pieno anche di cattivi odori e di persone sgradevoli incapaci di apprezzare e valorizzare un genio raro e unico come quello del Gusbertini.

Possibilità e occasioni di elevare il suo nome gli si presentano continuamente, ma la scala verso il successo è lunga, con scalini rotti e piena di buchi.

Vivere per creare profumi o lottare per il riconoscimento? Difendere il proprio lavoro a spada tratta o scendere a compromessi con l’inevitabile materialità della vita quotidiana? “Essere o non essere” (parafrasando un noto autore inglese…).

La vita porta continuamente il profumiere (come tutti noi, del resto) di fronte a scelte che lo costringono a dover scendere a compromessi e a cambiare i suoi piani; e nella sua mente si crea una domanda: non sarà forse meglio vivere da “SOLITARIO”?

Teatro e profumo. Due elementi che prendono la loro forza dal momento presente; entrambi svaniscono, di entrambi non resta niente se non un impalpabile suggestione. Un cruccio ma che è anche un’esortazione: imparare a godere del presente, vivendolo in ogni sua profonda, acuta sfumatura.

Alessandro Riccio adora la storia: “Ambientare vicende in epoche passate mi permette di raccontare storie lontano dalla noiosa quotidianità restando però saldamente ancorato a quei valori che sono comuni a tutti gli esseri umani di ogni epoca” .
“Ci è più facile capire il mondo se lo osserviamo da lontano, con maggiore distacco. Perché a questo serve il teatro, no?”

Epoca barocca, dunque, come in molti altri spettacoli del prolifico attore e regista fiorentino (“Mai e poi mai”, Baroque Festival”, “Cristiana: la colpa segreta”, “Cosi va il mondo”, questi solo alcuni dei titoli ambientati nel periodo storico più controverso e colorato della storia occidentale) e una Firenze sgangherata, come quella di inizio ‘700 alle prese con un Granduca Mediceo che cerca eredi senza riuscire a trovarne.

BIGLIETTI
I settore: € 20,00
II settore: € 15,00
(esclusi diritti di prevendita)

Biglietti disponibili online su TicketOne o presso i punti vendita Boxoffice Toscana.

Biglietteria del Teatro, aperta un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.